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TFR e previdenza complementare: dal 1° luglio 2026 cambiano alcune regole



a cura del Dott. Alberto Borelli - A cura del Dott. Alberto Borelli - Consulente del lavoro presso Borelli HR & Legal Advisor



Dal 1° luglio 2026 sono previste novità rilevanti in materia di TFR e previdenza complementare, con effetti sia per i lavoratori sia per i datori di lavoro.

Il tema riguarda la gestione del trattamento di fine rapporto, l’informazione al lavoratore, la documentazione da raccogliere e conservare e gli adempimenti collegati alle forme di previdenza complementare.

Per le aziende diventa quindi importante comprendere cosa cambia e quali aspetti organizzativi devono essere verificati.


Le principali novità per i lavoratori

Una delle novità più rilevanti riguarda l’adesione automatica alla previdenza complementare nei casi previsti.

In assenza di una scelta diversa, il TFR del lavoratore può essere destinato a un fondo pensione previsto dall’azienda o, in mancanza, al fondo di riferimento.

Il lavoratore mantiene comunque la possibilità di esprimere la propria scelta nei termini previsti, motivo per cui diventa fondamentale ricevere informazioni chiare e complete fin dall’inizio del rapporto di lavoro.


Un altro aspetto riguarda i contributi deducibili, che possono arrivare fino a 5.300 euro annui, considerando la quota del lavoratore e quella del datore di lavoro, con esclusione del TFR.

La previdenza complementare resta quindi uno strumento importante per costruire una posizione previdenziale integrativa nel tempo, anche attraverso contributi aggiuntivi e rendimenti potenzialmente più elevati.


Cosa cambia per le aziende

Per il datore di lavoro, le novità incidono soprattutto sulla gestione informativa e documentale.

L’azienda dovrà prestare attenzione a diversi passaggi:


  • fornire una corretta informativa all’assunzione;

  • raccogliere e conservare la dichiarazione relativa alla destinazione del TFR;

  • verificare eventuali posizioni previdenziali pregresse;

  • gestire comunicazioni e versamenti nei termini previsti;

  • monitorare i casi particolari, come rapporti brevi, stagionali o intermittenti.


Non si tratta soltanto di un adempimento amministrativo. La gestione del TFR e della previdenza complementare richiede procedure interne chiare, documenti aggiornati e una corretta tracciabilità delle scelte effettuate dal lavoratore.


Perché è utile verificare le procedure interne

Le novità introdotte rendono opportuno un controllo preventivo delle procedure aziendali.


In particolare, le imprese dovrebbero verificare se i modelli informativi sono aggiornati, se la dichiarazione TFR viene raccolta correttamente, se le scelte dei lavoratori sono conservate in modo ordinato e se esiste un flusso chiaro tra area HR, amministrazione del personale e consulente del lavoro.

Una gestione non strutturata può generare errori operativi, ritardi, comunicazioni incomplete o difficoltà nel ricostruire le scelte effettuate.


Un tema HR, amministrativo e documentale

La previdenza complementare non riguarda solo l’elaborazione payroll. Coinvolge l’organizzazione del rapporto di lavoro, la qualità dell’informazione fornita al dipendente e la capacità dell’azienda di dimostrare di aver gestito correttamente ogni passaggio.

Per questo è importante affrontare il tema con un approccio ordinato e documentabile.



Borelli HR & Legal Advisor supporta le aziende nella lettura delle novità, nella verifica delle procedure interne e nella corretta gestione degli adempimenti collegati a TFR e previdenza complementare.


Per approfondire o valutare la situazione della tua azienda: selezione@borellisrl.it www.borelliservizi.it

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